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Arto Lindsay & Vinicius Cantuária
Chris Potter


ARTO LINDSAY & VINICIUS CANTUARIA
Arto Lindsay
Chitarrista, cantante, compositore, produttore, nato in Virginia nel 1953, Arto Lindsay cresce in Brasile, dove i suoi genitori sono missionari, nel periodo in cui la musica brasiliana vive il suo momento di maggior fulgore. Trasferitosi a New York, nel 1978 fonda il gruppo punk-rock “no wave” DNA. Da allora fino alla serie di album influenzati dalla bossanova dei tardi anni ’90, Lindsay miscela e fonde ritmi, melodie, espressioni verbali provenienti da numerose culture e diversi generi, in un modo nuovo e provocatorio, creando paesaggi sonori che spaziano dal fragile pop all’assalto sonoro assoluto. Le sue collaborazioni sono altrettanto varie: dal regista teatrale tedesco Heiner Muller a Ryuichi Sakamoto, dall’artista multidisciplinare americano Vito Acconci a Brian Eno. 
Lindsay rimane una figura chiave della scena culturale “downtown” di Manhattan per tutti gli anni ’80. Con John Lurie forma i Lounge Lizards, che grazie alla mistura di ham-fisted jazz, noise rock e eleganti abiti di seconda mano diventano ben presto l’icona dell’underground internazionale. Con Anton Fier, batterista dei Lounge Lizards, costituisce i Golden Palominos. 
Lavora a lungo nel gruppo di Kip Hanrahan, che si distingue per la combinazione di percussionisti cubani, trombonisti jazz e chiunque altro, da Jack Bruce a Steve Swallow e Charles Neville. Nello stesso tempo, con John Zorn, forma il primo di una serie di trii ground-breaking che combinano rock e improvvisazione. Nel 1984 Arto dà vita agli Ambitious Lovers con il tastierista Peter Scherer, con cui collabora per otto anni e registra tre album (Lust, Greed, Envy), creando un mondo sonoro dove convivono musica brasiliana, sperimentale, funk, R&B e soul. 
Negli anni ’90, la sua reputazione gli permette di lavorare con alcuni miti della sua adolescenza: produce dischi di giganti della scena brasiliana quali Caetano Veloso, Vinicius Cantuária, Gal Costa, Carlinhos, Marisa Monte, ma anche Laurie Anderson, David Byrne, Avion Travel e Bill Frisell; scrive canzoni con Veloso e Cantuária. Nello stesso periodo, Arto incide una serie di dischi: O Corpo Sutil/The Subtle Body, Mundo Civilizado, Noon Chill, e l’ultimo album Prize (Righteous Babe Records, 1999), in cui continua ad esplorare alla sua maniera le strutture del samba e della bossanova. 
D’altro canto, il suo stile chitarristico più border-line, che gli aveva fatto guadagnare attenzione nella prima parte della sua carriera, persiste, come testimoniano l’album Aggregates 1-25 (Knitting Factory Works, 1995), una traccia nascosta di Noon Chill, e le sue apparizioni dal vivo a New York, in Europa e Giappone. Inoltre, Lindsay invita una varietà di giovani artisti, molti dei quali pescati sulla scena “illbient” newyorkese (inclusi DJ Spooky, DJ Soul Slinger e Sub Dub), per “distruggere, riciclare, reimbottigliare” canzoni dai suoi recenti album in assortiti remix, tramandando così da una generazione all’altra la tradizione di una costante e continua reinvenzione musicale. 

Nell’attuale band di Arto Lindsay, oltre che in alcuni dei suoi dischi, ritroviamo Vinicius Cantuária, originario dell'Amazzonia, ma cresciuto a Rio. Il cantautore brasiliano ha pubblicato nel '98, per la Gramavision/Rykodisk, Sol na cara, prodotto da Lindsay e realizzato con la collaborazione di Ryuichi Sakamoto, album che raccoglie bossanove da lui scritte e cantate in portoghese, oltre ad un brano di Antonio Carlos Jobim. Data invece maggio '99 l'uscita del suo ottavo disco, per la Verve, dal titolo Tucumã
Cantuária ha collaborato per oltre otto anni con Caetano Veloso, prima di trasferirsi definitivamente a New York. Per lui scrisse un hit indimenticabile come Lua e estrela. Ha composto canzoni di successo anche per Gal Costa, Chico Buarque, Gilberto Gil. Il cantante-chitarrista, sebbene abbia cominciato la propria carriera negli anni '70, periodo in cui crebbe la generazione rock del Brasile, è radicato nella bossanova, di cui si può definire un purista, pur amando anche esplorare terreni ibridi di jazz e folklore brasiliano. Oltre alla proficua collaborazione con Arto Lindsay, è richiesto da Peter Gabriel, David Byrne, Steve Winwood, Paco De Lucia... 

Arto Lindsay Band feat. Vinicius Cantuária: "Ravenna Jazz" (27/7).




CHRIS POTTER

Chris Potter Sassofonista tenore, contralto e soprano, nato a Chicago nel 1971, Chris Potter ha raggiunto ben presto una sorprendente maturità, mostrando straordinaria intelligenza, lucidità creativa e un fraseggio assolutamente originale. Il primo ingaggio di rilievo lo ha avuto nel quintetto del trombettista Red Rodney. Ha poi affiancato i pianisti Kenny Werner e Marian McPartland, fino a diventare negli ultimi tempi il sassofonista più conteso di New York. Ecco le sue più recenti e importanti collaborazioni: Mingus Big Band, Paul Motian Electric Be Bop Band, Jim Hall Quartet, Steve Swallow Quintet, Al Foster Quartet, Dave Holland Quintet, Dave Douglas Quartet. 
Oggi è alla guida del suo quartetto formato da altri tre “giovani leoni”: Kevin Hays al pianoforte (tra le sue collaborazioni, Roy Haynes, Joe Henderson, Sonny Rollins, John Scofield, Ron Carter, Jack DeJohnette); Scott Colley al contrabbasso (lanciato da Carmen McRae, ha suonato con grandi maestri tra cui Andrew Hill, Jim Hall, Herbie Hancock, Pat Metheny, Branford Marsalis); Clarence Penn alla batteria (ha esordito con Betty Carter, per poi esibirsi con Michael Brecker, Richard Galliano, Joshua Redman, tra gli altri).
Chris Potter è il più giovane musicista ad essere stato insignito del prestigioso Danish Jazzpar Prize, lo scorso 2000, premio destinato annualmente al jazzista di fama internazionale meritevole della maggiore attenzione. 

Chris Potter Quartet: "Pavaglione Estate" Lugo RA (16/7).
 

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